Che il tempo conservi questa grinza di neve,
consapevole dell’unghia e della pelle
dei silenzi taciuti con due dita di nuvole
nel trascorrermi dentro, ti sgocciolo
eseguendo ritmi di pace su ombre di derma

[ti porto nei morsi, nelle piccole conche
che c’appartengono, in un dilatarsi che parte
dalle vene fitte sui palmi, cicatrici
che percorri_affamandoti_sui_bordi]

Concedo a te l’amore, quel non poter dire
per non perderti in nuvole e petali cruenti.

darkbloom

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