“Ci sono solo due cose a quell’altezza: io e il vento. Nient’altro. Il vento mi avvolge e mi scuote. Il vento mi comprende. Al tempo stesso, io comprendo lui. Ci accettiamo l’un l’altra, e decidiamo di vivere insieme. Solo io e il vento: fra noi non c’è posto per nessun altro. È quello il momento che amo di più. No, non ho paura. Quando mi trovo lassù e riesco veramente a concentrarmi del tutto, la paura svanisce.”

 

H. Murakami


lo spazio bianco mima ornamenti – placida adoro
mettermi supina fra le mani
della nostra storia

una soglia – piccola questo fare del sangue
l’imprevisto dell’abbraccio

questo capo-verso di lacrime
mi trascorre come un becco
terremoti dai nervi – pizzicati
d’asole di sole

ricamati da un lato
all’altro –
in un salto di labbra
a parole / mutanti

muoiono nelle piogge
le cose incompiute
nei troppo tardi

…E poi c’é marzo che un poco indossa il tempo
un poco ama e un altro poco muore
ma molto fa rumore e coglie tutto il silenzio
che viene dal passato ruotandolo…

Francesco Tontoli

lemanicosì

prendo e raccolgo ancora una storia che sia mia e tua che sia nostra come le mani che stringevo a bordo fiato, fra un dondolarsi d’amore e un piccolo buffetto strappato nel vestirmi la mattina, il dono di un ricordo abbottonato come il cappottino rosso e il vestito di pierrot di un nero contrario, appeso nell’armadio come un ricordo che non si appende ma respira ancora e ancora lo fa al suono del sangue e ti porto dietro i cuscini, nelle fodere ferme d’amore appuntate negli spazi vuoti di te

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