Diari della notte – le voci inquiete [4]

E tu prendimi, portami con te
come un incendio nelle tue abitudini.

Mariangela Gualtieri

mi raccolgo – memoria
come un perdono da non credere
dandoti un ricatto da usare
nel respirarti sincerità
[e rammendo una goccia dopo l’altro – nell’assioma amorevole che ti commuovo nel cuore]

paroles

e pare tempesta la neve che migra
al contrario sul dorso – mano spigato un sorriso si dimentica
delle tabule rase – arse e si s_piega alle curve
per ripiegarsi nei denti _la notte

Tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore:
se puoi darlo, vuol dire che non l’hai mai dato.
il paradosso d’amore consiste nel fatto che,
sebbene il tuo cuore si diparta,
tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
Ma noi terremo un modo più liberale
di quello di scambiar cuori: li uniremo;
così saremo un solo essere, e il tutto l’un dell’altro.

John Donne

ho bisogni che scricchiolano come legni
e poi il frastornare concreto di ogni vizio
rende tossico il tuo piangermi dentro
come una brocca da cui bere per sete
mostrami la parte morbida della fretta
quando rivendico la piazza e la valigia stesa
cercando una bugia che possa rallentare la voce
nel volo di un bordo, ripescato nella solitudine
[creare un rivolo di cielo
nella piccola preghiera
di nascite e volo d’api]
t’infilo due insetti nelle calze – reticolato
strappato alla porta con due dita sulla bocca
ed un bacio che corrode
la mia tenera nostalgia

2 pensieri su “Diari della notte – le voci inquiete [4]

I commenti sono chiusi.