aderenzapiccola

Il pittore espressionista E.L. Kirchner, parlando dei soggetti dei suoi quadri, affermava:”Sono nient’altro che superficie e tuttavia innegabilmente corpi, soluzione perfetta dell’enigma della pittura”,una soluzione tanto naturale che Kirchner cercò con successo di tradurla nel proprio linguaggio formale.

Accade parimenti nella lettura di Aderenza  di Antonella Taravella di riscontrare una ininterrotta contattività tra un brivido carnale inesausto e un corpo che vuole,desidera, cerca di sfondare e di rinunciare alla pelle,adottando un body check (verso sé stessa) ed un body touch (verso l’altro) di parole colluttorie.

Mentre” emergono grucce dai piombi incauti dei verbi”  si disegna e configura un lessico di poesia serrato che (si) sostiene  e  (si) sprofonda nell’organismo corporeo della lingua. Oppure il corpo stesso, inteso come entità fisica, si sovverte per andare ad installarsi con gelide sinestesie nello spazio:”Occhi nel ghiaccio come appesi alle pareti/silenzio che si respira ancora fra le dita/quando tutto si riprende dallo squarcio a salire” (P.75).

Movimenti incostanti giunti dall’esterno.Inquietudini che afformano polsi e tendini. Le Kodak di Cristina Rizzi Guelfi  stigmate decomposte di carne visiva in still frames.

Gli eserghi  corsivati in contrappunto delle citazioni. Tutto concorre ad una memoria della carne extensa,per esserci attraverso gemiti, odori e carezze che vanno ad amalgamare i cretti del volto:“Le croste di terra in amalgama, /rendono grazie alla guancia”(P.147).

In molti e serratissimi raccordi di parola e corpo, Antonella Taravella, sfida l’amore ed il dolore con il dono di sé e l’urto di una mancanza che si riempie subitanea e scroscia nelle membra.

“Narro di pancia ogni lingua”  afferma la poetessa in un passaggio, ma incarnare un verso è paradossalmente esercizio di estremo controllo e sorveglianza intellettuale della scrittura: si pensi anche antiteticamente e con pari intensità alla poesia di Durs Grunbein dove viene decapitata la scatola cranica della ragione per fare vibrare i nervi recisi del rimanente tronco corporeo in referti necrofili.

“Il corpo” di questo libro della Taravella, comunque,nonostante agisca in tutte le secrezioni,tensioni, copule,riflessi o non riflessi, permane nell’attesa di una solitudine: Questa l’energia del senso  connota “ l’aderenza” ad una catarsi che se avverrà oppure è già avvenuta, riporta in ogni caso ad “un principio a cui rimediare una fine” (P.155).

Lo spasmo erotico dei sensi farà aggrappare al nulla la poetessa ed ancora basterà aprire la mano per sentire anche la stretta ariosa del tempo rilasciato nel palmo.

Aderenza  è  libro che cerca inesausto.
Vive di necessità urgenti restando compostamente tellurico, retto spesso su sole consequenzialità ossimoriche ,senza cedimenti ritmici:
Esse hanno epicentro in fuoco che respira dentro e si offre in una coppa di carne ardente al delibo amplessuoso degli occhi ed alla fisicità immaginativa della mente che con la poesia di Antonella Taravella è una pulsione/pulsazione che va a toccare tutte le sponde del  periplo del corpo.Si salva e salpa. Mette le vene e le vele all’orizzonte.

Febbraio 2013                                  Alberto Mori

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