fuochi o fuochi
perenni forconi
attesi dalle fiere
all’angolo – giro
di un fustigarsi le corde
v o c a l i
per non essere altro
che il fumo di un passaggio
lento che si fa nullo all’ostia
e resta il rimirarsi
ad uno specchio tondo
sbeccato dai fusi
che il punteruolo
ricama di bocca in bocca
rianimato stemperando
colori fasulli
fatti e fratti
frattaglie e scempiaggini
e il ballo canzonato
che scivola alle vesti
nudo nei nodi
che lascio nel ghigno
che scrolla di gola in gola
la voce dipinta
si maschera di maschere
e piange versando versi
nella nullità che appartiene
una congrega d’alberi secchi
che si fanno belli nel balletto
dei rami che nascondono merda
dipinta per humus
di voci

[©at ’12]

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