questo panico che chiude l’acqua
nella carne che a cappio sbuccia occhi di ceramica
e si fa notte in un rigurgito di bolle
quando sotto le unghie mi restano
solo le favole fuggite
nell’apparente scompiglio di capelli a galla
nel boato di un ricordo come di garze
nella durezza del calcare che genera ritorni
e spianare il vortice di un letto che si fa ninnolo
o un lamento che sia silenzio
come quelle bambole appese al banale gesto
di una solitudine finita

[inedito 2012]©A.Taravella

Sonne Hagal – Ragnarok

photos by Helen Warner

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