Soffoco questa voglia di parola, catturata per i capelli
che l’aria non smette di piangermi a d d o s so
*
diventami casa o pane, come corpo di figlio in silenzio
un buio di pietà senza speranze, quel fuoco che ulula
un commiato dal bordo tornando mentre le mani sanno
e saccheggiano certi inverni che si arrugginiscono e piangi
la pelle della tua pelle in una voce spezzata dalle lacrime
*
non dimenticarti la gola – aperta dal taglio che percorre
quel collo soccorso dal compiersi di un perdono che inzuppo
come quel pane nero che di mollica ha solo il suono e nel
cerchio che ti mimo di nuvole c’è l’isteria della terra
che a sollevarsi dai polsi si fa pianta cresciuta di bave
*
ti supplico con le preghiere che dal mare ripesco
con uncini di pino, dandomi il tempo di un crollo interrotto
un culmine giunto con l’addio che scende dalle vene
chiedendo dimenticanze offerte come pasto agli animali
fatto di schiene e ritorni, giurandomi un contro_sole di ferro e pane.

[inedito 2012]©A.Taravella

Placebo&David Bowie – Without You I’m Nothing

photos by Francesca Woodman

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