si slacciarono le scarpe come sempre
perchè mamma avrebbe voluto così
ogni notte una preghiera
ed una carezza che sbriciolava il vento

si guardarono abbracciandosi
nel freddo di un rettangolo di legno duro
e con le dita disegnavano fughe,
attraverso quelle reti che fissavano ogni giorno

si dispiegavano nei sogni
correvano come aquiloni – leggeri
e la speranza era di non perdersi
nel nonostante che gridava
al di là di quelle porte sottili

raccontando quella neve saputa,
che aveva passi affrettati e cenere
la neve era mio padre ed era mia madre
[una lacrima ciascuno d’appoggiare
sul cuscino con la speranza
di un domani strappato coi denti]

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