La solita tempesta

Mi chiedo se serve andare al di là degli oceani per capirsi e ritrovarsi.
Io dico di no, perchè a me è bastato l’ennesimo viaggio nella mia amata Città Eterna per comprendere molte cose.
Che non ci sono strade realmente chiuse o porte di cui ti sei scordata da qualche parte le chiavi, certe porte o strade restano indimenticabili ed indimenticate e soprattutto aperte, pronte a riaccoglierti e ad abbracciarti ancora.
Quello che mi è successo è che, voglio liberarmi delle zavorra che ho dentro e sentirmi davvero voluta bene, così senza per forza dover timbrare un cartellino o fare la raccolta punti.
Che sentirsi dire sperticate parole d’amicizia e poi ricevere muri di silenzio, no grazie.
A costo di rompere i coglioni, io ho una visione diversa di tutto, soprattutto di questo.
L’affetto non si calcola in base ai rischi calcolati su quanto uno si possa infatuare dell’altro, ma della reale bellezza di qualcosa di sano che si chiama semplicemente, Amicizia, ed io avevo quella da donarti e null’altro volevo.
Rigrazio per il tempo speso alla voce narrante dei miei pensieri, alla lotta che ho dentro, ancora, ma io così non vado altrove.
Tieniti ogni pezzo di cielo assiderato, ed io con non poca delusione levo le tende da ogni legame.
Volerti bene non include l’elemosina.

Afterhours – Tutto fa un po’ male

La delicatezza deve possedere la volontà di un gesto deciso
È un bilico continuo reggere il confronto tra apparenze
e distanze che il verbo deve assoggettare
all’attimo che precede ogni dire
L’intuizione che niente si spegne con la fine.

[Natalìa Castaldi]

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17 pensieri su “La solita tempesta

    1. varanasygirl

      io non riesco a tagliare niente, non mi ci impegno abbastanza, mi trascino dietro una coda sfilacciata dove non faccio che inciampare, e la maledico e poi la riparo finché non si lacera da sola. Ti invidio, non sai quanto.

      1. morfea Autore articolo

        ed invece non sono da invidiare, perchè dentro sto così male che a volte lo cerco sul telefono per mandargli un sms, ma poi mi fermo.
        c’è tanto dolore in questo momento, ma sta passando e quando passa…l’amputazione è avvenuta

  1. glasyalabolas

    mmm…
    Quando sbolognerai me fammi la cortesia di menzionarmi esplicitamente missa sì sì

  2. zoe

    Ti voglio bene e fa male leggere queste parole, ma quando necessarie non si può che dire a noi stesse: “finalmente” per averle sentite e fatte nostre.

  3. dorotii

    vorrei dirti la mia opinione, ma sono confusa da quello che mi succede in questi giorni con lui.. le cose non dette fanno più male di quelle che ti si spiattellano in faccia.. ed io non sono nata per non sapere le cose..

  4. RycaRebel

    “Volerti bene non include l’elemosina.”

    Testuali parole.
    Non sai quanto sono d’accordo, ma penso che tu possa capire quanto c’è nella forza di riuscire a pronunciarle.

  5. rideafa.

    io penso una còsa che forse è scema, non lo sò, ma la penso e ognuno ci ha i pensieri che si merita, mi sà. comunque io penso che volere bene è facile solo per chi non sà farlo. chè di parole altisonanti, dico, apro il Devoto Oli e ne trovo almeno cinquanta, che diventano cento, almeno, se le intercambio coi sinonimi. e poi. poi le còse dette, io non lo sò se uno le ha pensate, magari pure sì, mica no, però sembra quasi che l’affetto o l’amore si nutrano di dissonanza cognitiva: da un lato quello che il cervello pensa e dall’altro quello che le mani ricamano o rifuggono.

    una còsa simile. almeno.

    1. morfea Autore articolo

      credo che tu dica cose sensate, perchè a questo punto penso che le parole dette siano state solo aria da dare alla bocca…
      condividere qualcosa, condividerle in maniera onesta e totale…le avrei preferite…sicuramente

      bacio*

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