E cerco di darti una parte della mia vita, la migliore che poi possa continuare a scorrerti addosso, nei meandri e nelle gioie più luminose, pensieri a gocciolare sui piedi perchè il bello c’è pure nelle cose liquide, quando ti circondo e ti accarezzo i respiri, scendo, poi, fino alle giunture sottopelle nelle capaci mani che ti raccolgono.
Provo paura per ogni placenta che mi crei addosso, la evanescenza di questo tuo esserci mi spezza come pane sulle tavole scarnificate dai denti, l’evidenza dei sottoscala, delle inquietudini contate sui rami dimessi e spezzati da pioggia battente che tu arrotoli nel modo più malvagio, che appare al contrario ai miei occhi incatenati.
Scopri di me la parte peggiore del verbo e ne pieghi le punte sulle bocche che si fanno amare, ti sommo perchè non riesco a toglierti nelle distrazioni, appena prima di morirmi dentro con la sola forza dei tuoi silenzi.
Mi addormento nelle disfuzioni carnali, che vivo il dolore in un loop che santifica, il piacere è mimarti l’orgasmo con i capelli e che il vento possa soffocarti un gemito, quando mi annienti.
Voglio venirti addosso, limpida nei miei getti, unica nelle mie movenze e ricordarti dei miei solchi e delle mie ferite, in questo sangue che non basta ma che mi fa chicco e poi polvere dentro una clessidra di ghiaccio.
Non dimenticherò i saliscendi, le correnti che hanno accarezzato il tuo cuore, io non gioco a nascondino e non mi pungo con le vespe.

[inedito 2011]@Antonella Taravella

[che basta la musica giusta e il dolore perfetto e tutto si ricrea. ancora]

Exilym – The Space Stranger And The Orbital Wish

photos by kalliopeamorphus

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