Fammi perenne e conficcami affondo nei lembi delle dita
la dolce santificazione che le mie gambe liturgicano
mi appoggio calda, copiosa, morbida -ti guardo
d’occhi e seni, puntati alla bocca, umida ti sorrido
e ti bagno le dita, pieni i capezzoli dentro la tua bocca,
vengo e mi allarghi le natiche in attesa di riempirle,
nuovamente di gloria, mi togli e mi metti
un vestito di carne morbida sulla tua,
ed io sparsa su certe lenzuola
senza altro da dirsi che tornare.

[inedito 2011]©Antonella Taravella

Neronoia – I

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