Michelle si sedeva ogni giorno lì, con il suo marocchino, il pennarello nero e le idee appese come palloncini, pensava agli alberi, al fogliame che calpestava felice ogni mattina, all’inverno di sciarpe calde, manicotti di pelliccia bianca e nera, lei adorava il bianco e nero, alle sue scarpe di vernice con tacco 12, le calze folli e quelle minigonne particolari a volte, semplici e folgoranti, sorrideva ai bambini, alle mamme che soffiavano d stanchezza, ai nonni, sempre insieme, a giocare a scopa, nel tavolo vicino, mentre lei scriveva le idee, che quotidianamente il barista cancellava dal tavolino, ma amava Michelle e il suo mondo meraviglioso, amava i disegni, le evoluzioni, i sentieri liberi di meraviglie che con mani di fata lasciava lì, come briciole per i folli che la volevano seguire e dopo aver guardato il mondo girarle attorno, fumava un cigarillo e con passo sensuale svaniva nel nulla.
Ogni parola scritta, porta un pegno, un amore accarezzato, una piuma sulle guance, una mano sul fianco e poi e poi ancora occhi e meraviglie appese come palloncini, liberi d’essere le avventure nella testa di Michelle.

[edito 2010]©Antonella Taravella

Beatles – love me do

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