Stasera sono le mie viscere contratte ad avere la meglio, un percorso di terminali impazziti hanno deciso che queste saranno notti piene di cose sospese o da sospendere.
Ho un percorso davanti a me che si annebbia ad ogni passo che non avanzo sul cuscino quando la notte chiude i battenti ed il mattino torbido mi scombatte sul palato.

Inarestabile si stende questa coltre oscura di sensazioni e nervi tesi, ho la percezione che si fa tossica, un battere i piedi contro un terreno viscido e cadere di traverso in tonfo cromatici tendenti al nero.
La mia tranquillità percorreva sui tacchi una strada asfaltata, ora sono con vecchie all star sui bordi di una stradina di montagna.

Tutto questo mi genera dentro un mondo parallelo, dentro ci sono caduta di forza, perchè l’ho voluto.
Sono coerente con il mio credo scompigliato, vado verso e non tremo scendendomi.

Desidero, la pelle e la rabbia, l’impellente e l’attesa nell’averlo, le mie insicurezze e quelle che si sanno rivalutare, i sensi e l’allarme che scatta in testa, la tua voce e la notte, il respiro forte e il sapore sulla lingua, la certezza che non c’è altro da dire e rivestirsi andando via.

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Placebo – Running Up That Hill

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