non c’è niente di te in questo mio scrivere
ti dimentico e ti accetto, sono una preghiera
che esiste sotto il cuscino e suggerisce l’implosione
e la luna ha vertigini costanti, ogni notte da quando
mi torni, nei verbi, nelle costrizioni virgolettate
è questione tossica, un rimescolio gravoso
appeso a testa in giù come corda, fresca di saliva
si fa distruzione incedere mescolato con decisione
visionaria, di mille parole, io sono instabile
premuta contro il vetro di uno schermo, orribile
è la divisione, la carne viva di una pancia inerme, un corridoio
di vermi riflessi, un colore nero, che riempie l’orbita
di una lacrima, vivido dolore che riemerge ad ogni
affisso chiedere, tutto tace, ed è il meglio
di questo nostro esserci, le strade infinite
hanno un sapore amaro, da adesso, ma lo conservo
sono i ricordi che mostrerò alla fine del percorso.

[dedicato a me.]

Opeth – Moonlapse Vertigo

Annunci