_L’occhio è un percorso della memoria, oltre ogni vetro

interno esterno alla tua parole, bocca cauterizzata dalla mia lingua/dentro.

E nel pieno della mia crudele richiesta, sento due dita di voce

applicarsi nello shibari di pelle attratta, tutto questo mi geme_infierendo

ti aspetto dietro l’angolo del polsino/sulla pace sconvolta dentro la stanza

_e riempiamo le finestre d’ombra, spalmandoci addosso i cieli

cosparsi da questi granelli di bisogni, piccole briciole sulle gambe_

[ho un pensiero che si fa radice, infiore mi apre le labbra/attendo

che la primavera mi regali i tuoi nodi chiodati]

 

[inedito, 2011] © Antonella Taravella

photos by pawel jaszczuk

Annunci