un cappio di bava sul mio letto di carne, materia che incorre nelle mie parentesi di nervi
ti faccio di sangue e le radici sono le mie labbra che suonano verbi, corvi dai becchi intonsi
ed una briciola dietro l’altra, mare, lingua e rogo di parole
sudario di silenzi, nella memoria del seno, il deserto nella voce, un nido, un ramo intrecciato
null’altro che una sera nella solitudine di un’asola senza bottone
nello schianto di crepuscoli, che avviene, giorni che snocciolano giorni,
involucri d’ore e minuti a passeggiare sui polsi
il furore della prima parola, quando nata in un vagito stirava le gambe oscena.

[inedito 2011]© Antonella Taravella

photos by Josephine Sacabo

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