ti scrivo a ridosso del tempo

dove la mia lingua non ha una curvatura stabile

_c’è un campo di papaveri sotto la tua pelle, stanotte

sbocciano virulenti, dandomi l’impronta di un palmo

le dita sono una forca di verbi non detti,

stridono sulla giugolare_nell’inverno freddo_

ad ogni tua mancanza io muoio

una parvenza d’amore in carne

/l’inverso si tramuta in punta, calda
un rantolio di movimenti ad ombra/

tu sei la capienza del mio stesso dolore, a conca sulle labbra

quando povera m’illudo che tu sia la ricchezza ri_trovata

[inedito, 2011]© Antonella Taravella

Photos by jane burton

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