Avessimo, Maurice Blanchot, voluto rispondere solo… di René Char

Avessimo voluto rispondere solo a domande
mute, a preparativi di moto. Ma ci fu
quella improvvisa e fatale trasgressione…

L’infinito non risolto e non compreso: un tutto stabilito,
che accede e non accede, come la morte, come
un altrove che un fuoco narra all’aria prigioniera.

Prossimo è il tempo in cui solo quanto rimase
inesplicato ci potrà reclamare.

Respingere il futuro al largo di sé per mantenere
una resistenza, lo spiegamento di un fumo.

Tu dispieghi i tuoi invincibili rifiuti, terra. Hai
frantumato, seppellito, rastrellato! Quello che non
accettiamo, la
cui impudenza ci disoccupa, da te non otterrà
rinvio.

La notte in cui la morte ci accoglierà sarà piana e
senza tara; quel po’ di scirocco un tempo assegnato dagli
dèi che diventa un fresco alito distinto dal primo
che si era aperto in noi.

Tenne in cima la rosa sino al termine delle
proteste.

Accorgimenti per la notte

Tentacolari fili d’erba nel ricordo di un’appena
contro_senso alla direzione dei respiri,
quando l’aria scende e scioglie nodi,
venature nei legni, rebbi di ruggine
ad accennare passi
vento spalancato sulle ciglia
sparsa come semina
in_compromessi di scaglie speculari
per raccontare, al dorso oscuro della notte
dei pungoli croccanti sul grembo nudo
in mostra nei raccolti ad un passo dal freddo
in una stagione versata sulle dita aperte
e il derma succube delle conche di vento, arretrato

[inedito 2012]©A.Taravella

Múm – We Have a Map Of The Piano

photos by Maria Francesca Ferraina

Capo-volti

questo capo-verso di lacrime
mi trascorre come un becco
terremoti dai nervi – pizzicati
d’asole di sole

ricamati da un lato
all’altro -
in un salto di labbra
a parole / mutanti

muoiono nelle piogge
le cose incompiute
nei troppo tardi

[inedito 2012]©A.Taravella

Les Discrets – Une Matinée D’hiver

opera di Simona Pocorobba

Blu-notte

risuona ancora questa tua voce
nel saltello d’acqua da un bordo all’altro
-bocciolo rosa-amaranto
nei controventi
che la mia pelle ti dice
nella stoffa cigolano i fili
in un frangipane odoroso
che percorre il dorso
di una mano aperta[il perdono dei venti, a passare
fra i capelli un sussurro]
restami nei convessi sussurri
in un filare di verde e cielo
- questa mistura cordiale
che l’inverno accantona
[e fammi di petali -
come una conca divina]
[inedito 2012]©A.Taravella
photos by Cristina Rizzi Guelfi

Di terra in terra

Metto le mani nei crocifissi di radice, questo spingere la schiena che si fa come una preghiera – un gomitolo di foglie perdura questo tempo deframmentato fra il derma di pace e la guerra dei rovi.
Attendo umana – la pioggia battente sui seni, come una preghiera fin dentro le carni, un terreno di giada.
Vorrei spiegarti che i lembi verde – murati sono le mie gambe, interrate a picco al centro della terra e che c’è il desiderio di percepirti come un verde di spuma e mirabili gigli.
Radici – radici esposte e questo sole che mi schioda e spiuma, un lamento la forza del mare al largo -pensatoio come una briciola di sabbia sui labbri e fra i rebbi di forchette di ruggine.
E riannodo questo poco che arriva passandomi accanto, con una pietruzza e un vetro scavato, io che sono il verde e la terra in un moto perpetuo.

[inedito 2012]©A.Taravella

Les Discrets – Le Mouvement Perpétuel

photos by Giusy Calia

L’amore di Pablo Neruda

Ti ho amata senza perchè, senza da dove, ti ho amata senza
guardare, senza misura,
e non sapevo che udivo la voce della ferrea distanza,
l’eco che chiama la creta che canta tra le cordigliere,
non supponevo, cilena, che tu fossi le mie stesse radici,
senza saper come io lessi estranee lingue l’alfabeto
che lasciavano i tuoi minuscoli piedi camminando sulla
sabbia
e tu senza toccarmi accorrevi al centro del bosco invisibile
a segnare l’albero della cui corteccia volava l’aroma perduto.

Farsi Primavera

La sera rompe con i denti questo groviglio di cordame,
cercandosi con il tatto lungo le curve dei tessuti
- questa tenerezza che si fa tutta fra erba alta
e il solco negli occhi che scorre crudele fra lacrime
e il sonno delle rose –

ti fai nascondiglio nelle ore dorate – quando
la giovinezza concedeva una fossa
alle bestie che fanno primavera.

ad A. Rosselli

[inedito 2012]©A.Taravella

All My Faith Lost… – Silent Lady

photos by F.Woodman

Francesca Woodman

Quando un tempo ero una splinderiana

Splinder per me fu una scoperta, venivo da jumpy, la mia prima chat e volevo poter dire un po’ quello facevo e dicevo, insomma crearmi un diario on line, come si chiamava un tempo e questa piattaforma cadeva a fagiUolo.
Ho amato e odiato questa piattaforma, mi ha portato e allontanato dalle persone, mi ha fatto entrare in me stessa, per uscire a volte felice ed altre distrutta.
Devo molto a splinder, devo quello che sono adesso e mi chiedo che fine han fatto tutte quelle “persone” che ho visto passare, vissuto e respirato.
Vi racconto in breve ciò che era quel sito per me, il mio primo diario nacque proprio con l’intenzione di essere un diario di bordo, delle mie giornate che potevano essere positive e/o negative.
Alexanto, fu il mio primo nick e nacque prima per raccontare in libertà le mie giornate e dopo che conobbi i Subsonica, ci fu l’intento di riunire un gruppo di pazzi scalmanati che si erano conosciuti in un capodanno qualunque a Modena e che sotto il getto furioso di spligole fresche da parte di qualche fan pazzo giurarono di non dividersi mai più…che parolona giurare, a 10 anni circa di distanza penso che molte cose mutano, soprattutto noi, come persona – pensieri – opere ed omissioni.
Credo che questo folle affetto si concluse 5 anni dopo.

Subsonica – Strade

Poi venne Eva_eva, e lì mutai pelle, completamente.
Fu l’anno della dispersione della “Cumpa della spigola”.
E fu l’anno dei blog erotici su Splinder, i veri blog erotici.
E con orgoglio dico di essere stata fra le meglio, blog a cui tenevo e a cui davo anima e corpo.
Ho conosciuto i miei peggiori e/o migliori demoni.
Il mio corpo era qualcosa che parlava ed io ascoltavo e facevo anche gridare.

Massive Attack – Unfinished Sympathy

Io vivo di bianchi e di neri, vivo di due volti, da sempre e ho necessariamente avuto bisogno ad un certo punto di aprire un blog alter-ego, sorrisoviolato.
Sorrido a pensare a quanto ero acerba ai tempi, vi dico che fu l’antesignano del blog più importante…
Qui maturai di colpo, l’incontro con il demone numero 1 della mia vita mi fece crescere e cominciai a buttare giù mozziconi di poesie o comunque a scribacchiare quello che oggi è maturato tantissimo.

Velvet Underground – Venus in Furs

Quando è nata Morfea77, io ero un’altra.
Decisamente un’altra.
Chiusi Eva_eva e sorrisoviolato.
E mi dedicai alle mie imperfezioni.
E a scrivere.
Nel 2006 inizio a scrivere seriamente.
E a riconoscermi e a conoscere le belle persone che piano piano hanno preso importanza nella mia vita e a cui tutt’ora sono molto legata.

Placebo – Running up that hill

E poi, poi il resto è segreto o quasi.
Io non riesco a non sdoppiarmi.
Sono una pesci alla fine.
Una me va in un senso e l’altra me nell’altro.
Ho postato le 4 canzoni che hanno accompagnato le mie mutazioni.
Grazie Splinder.
Per quello che mi hai dato e per quello che inesorabilmente mi hai tolto.
Grazie a chi mi ha regalato sorrisi e me li ha fatti nascere spontanei.
Grazie a chi è venuto e a chi è andato.
Al buono e al cattivo.
Grazie .
Il 31 gennaio si chiude un’era.

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